Il duello finale della 34ma America’s Cup inizia sabato

Americas_Cup_September_Showdown

La finale della 34th America’s Cup inizia questo week end. James Spithill, skipper di ORACLE TEAM USA, ha indicato il suo team come inseguitore, mentre lo skipper di Emirates Team New Zealand, Dean Barker, ha messo in chiaro che esiste solo la vittoria. Queste sono le sensazioni principali in vista del duello più importante della loro carriera.

“Quando sei il defender c’è un obiettivo sulla tua schiena – ha detto il 34enne James Spithill – I challenger si uniscono e il loro scopo è semplice: vogliono metterti al tappeto e strapparti l’America’s Cup. Ciò che si pensa a terra non conta nulla, per vincere devi importi in acqua”.

“Credo che entrambi i team siamo pronti per la prima regata in programma sabato – ha detto il 41enne Dean Barker - Sarà un week end molto interessante, nel corso del quale cercheremo a vicenda di capire a che punto siamo in ogni fase della regata. Cercheremo di trarre le prime conclusioni e tutto diventerà più chiaro dopo le prime quattro regate”.

Spithill e Barker si conoscono piuttosto bene, avendo regatato uno contro l’altro per diversi anni. E i due team sono abituali frequentatori dei campi di regata dell’America’s Cup: Emirates Team New Zealand ha debuttato nel 1987 a Fremantle, in Australia; ORACLE TEAM USA è sulle scene dal 2003. Complessivamente hanno vinto l’America’s Cup tre volte: i kiwi nel 1995 e nel 2000, ORACLE TEAM USA più di recente, nel 2010.

La prima regata della finale è in programma per le 13.15 ora locale (le 22.15 in Italia) di sabato. Sarà un grande show, molto atteso dai fans che non vedono l’ora di vedere i due team affrontarsi e dagli equipaggi, sui quali andrà accumulandosi la tensione. “Siamo abbastanza veloci?” sarà la domanda che si faranno i velisti una volta giunti sulla linea di partenza. Ovviamente ogni team ha un’idea di massima sulle prestazioni della barca avversaria, ma solo il campo di regata rivelarà la verità.

Il dubbio sulle performance dell’avversario è amplificato dal fatto che in questa America’s Cup è coinvolta una nuova classe di barche: gli AC72, catamarani dotati di ala rigida e capaci di volare sui foil a velocità superiori ai 45 nodi. Spunti mai raggiunti nel mondo dell’America’s Cup. L’affidabilità è stato un problema durante le regate degli sfidanti, ma questo perché gli AC72 sono barche molto complesse. Problemi che dovrebbero appartenere al passato, ora che entrambi i team hanno speso più di cento giorni in acqua.

“Credo che lo sviluppo sia arrivato al punto finale per entrambi – ha commentato il trimmer della wing kiwi, Glenn Ashby – Noi arriviamo da una certa direzione, loro da un’altra. Credo che le barche siano piuttosto simili in fatto di performance, così come gli equipaggi”.

Sia o meno lo sfavorito della vigilia, ORACLE TEAM USA ha dalla sua uno dei più profondi conoscitori della baia di San Francisco, John Kostecki, che da queste parti è cresciuto dal punto di vista professionale: “Avere l’America’s Cup nelle acque dove sono cresciuto è una cosa unica. Quando abbiamo vinto, tre anni fa, è stata la realizzazione di un sogno. Poi, quando il team ha comunicato San Francisco come sede dell’evento, beh, è stato incredibile. Ora è il tempo di regatare ed è tempo di farlo nella baia di San Francisco. Non vediamo l’ora di imbastire un grande show e speriamo di vincere”.

Le regate della 34ma America’s Cup potranno essere seguite in diretta tramite il canale YouTube dell’evento o tramite l’applicazione gratuita progettata per sistemi operativi iOS e Android.

A vincere l’America’s Cup sarà il primo team che raggiungerà nove punti. ORACLE TEAM USA, essendo stato penalizzato di due punti dalla Giuria Internazionale, dovrà conquistarne undici. I match, due al giorno (13.15 e 14.15 ora del Pacifico, le 22.15 e le 23.15 ora italiana), si disputeranno sabato, domenica, martedì e giovedì.