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"Il punto essenziale è essere ben , is to be well assisted. Per quanto mi riguarda, mi ritengo semplicemente la punta dell'iceberg e se ho successo è solo perché mi trovo in mezzo a persone che mi aiutano a gestire la compagnia. È semplicemente impossibile pensare di poter fare tutto direttamente ed in prima persona".
È questa la filosofia di Ernesto Bertarelli, CEO e Deputy Chairman di Serono International SA (dal 1996) uno dei gruppi farmaceutici più importanti al mondo, specializzato nelle biotecnologie. A questa filosofia Bertarelli affianca abilità - ha conseguito l'MBA alla facoltà di economia di Harvard - una buona dose di carisma e diverse altre doti.
Questa ricetta di successo lo porta a vincere l'America's Cup contro Team New Zealand, il 2 marzo 2003: una vittoria storica, che corona un sogno da bambino, e che è frutto di grande equilibrio tra l'impegno con il team Alinghi e le responsabilità nei confronti della compagnia farmaceutica.
Quando è atterrato a Ginevra l'8 marzo stringendo la Coppa tra le mani e circondato da tutto il suo team, Bertarelli non ha nascosto l'emozione: "Ho sognato talmente tante volte di atterrare qui con questo trofeo tra le mani, che mi sembra di vivere un momento irreale; se ho avuto successo è grazie al lavoro di tante persone". La vittoria era ancora più speciale se consideriamo che si trattava del primo tentativo da parte di Bertarelli e del fatto che, dopo 152 anni, sarebbe stata difesa per la prima volta in Europa.
"Se vedi la mia barca capisci subito come lavoro", ripete spesso Bertarelli. La chiave del successo per un giovane manager, che è anche a capo di un sindacato di Coppa, è semplice: tecnologie all'avanguardia ed il supporto totale di un team interamente dedicato al progetto. "Un team si costruisce poco a poco. Se le basi sono giuste e se le persone riescono a condividere i valori comuni, allora la mescolanza di competenze e nazionalità diverse (nel 2003 in team Alinghi c'erano 14 nazionalità diverse), ti permettono di costruire un team vero, dove ognuno dei singoli è apprezzato per le sue qualità".
'Alinghi' è una parola magica che sarà per sempre associata alla vela svizzera. È frutto della fantasia di Ernesto e di sua sorella Donatella che, quando erano bambini al mare in Toscana, la ripetevano in continuazione, al punto che al padre Fabio sembrò naturale chiamare Alinghi la barca in legno di famiglia.
La passione per la vela arriva presto anche se Barteralli, da vero sportivo, è anche molto amante della montagna. La sua carriera velica lo vede impegnato in numerose regate internazionali, come skipper, timoniere, navigatore... il palmares è di tutto rispetto: vincitore della Sardinia Cup nel 1998, terzo nel Fastnet dello stesso anno, cinque vittorie della Bol d'Or sul Lago di Ginevra (1997, 2000, 2001, 2002 e 2003), Mondiale 12-Metri con South Australia, Campione del Mondo Farr 40 nel 2001, vittoria della Swedish Match Cup nel 2002 e, naturalmente, dell'America's Cup nel 2003.
La vittoria di Alinghi SUI-64, consacra Ernesto nella storia della vela. Per il 2007, il suo obiettivo non è difendere l'America's Cup: "Voglio vincere la Coppa di nuovo, non difenderla!". Il suo team è preparato per farlo.
J.T./BA
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