- 1983: Assistente al programma velico di Australia II, vincitrice della Louis Vuitton Cup e dell'America's Cup
- 1987: Tattico, Kiwi Magic, KZ-7, sconfitto nelle finali Louis Vuitton Cup 1987
- 1992: Tattico sulla barca lepre, New Zealand NZL-14, e poi a bordo del challenger sconfitto, New Zealand NZL-20, per le ultime tre regate delle finali Louis Vuitton Cup
- 1995: Tattico, Team New Zealand, Black Magic, NZL-38 e NZL-32, vincitrice Louis Vuitton Cup e America's Cup
- 2000: Tattico, Team New Zealand, NZL-60, Defender di America's Cup
- 2003: Tattico, Alinghi, SUI-64, vincitore Louis Vuitton Cup e America's Cup
- 2006: Skipper, tattico e vice-presidente, Alinghi, defender 32ma America's Cup
"Non cambierà il modo in cui andiamo in barca", disse modestamente Brad Butterworth nell'ottobre del 2005, quando il presidente del team, Ernesto Bertarelli, lo nominò skipper del Defender. "Ma credo che farà un po' di differenza per me perché mi renderà responsabile di tutta la barca".
È certamente una grossa responsabilità per Butterworth che svolge anche le funzioni di tattico e di vice presidente del team svizzero Alinghi ma è anche una naturale tendenza verso l'alto, dato che Butterworth ha ricoperto ruoli sempre di maggior fiducia, nel corso della 32ma Coppa.
Di certo non gli manca l'esperienza, con 40 anni di vela e di regate alle spalle! Come molti suoi connazionali, anche Butterworth inizia a regatare nella P-Class prima di passare alla Starling, al 470 e finalmente al Laser. A 21 anni correva sulle barche a chiglia.
Strano a dirsi, ma Brad non esordì in Coppa come velista ma come velaio durante la campagna vittoriosa di Alan Bond del 1983. Insieme all'altro kiwi Tom Schnackenberg, lavorò al programma delle vele contribuendo al successo di Australia II.
Lo stesso anno Butterworth si dedicò all'offshore partecipando, con Peter Blake, all'Admiral's Cup come timoniere di Lady B. Nel 1985 era skipper di Mad Max nella Southern Cross Race e due anni dopo era per la prima volta a bordo di un 12 Metri in un'America's Cup come tattico di Chris Dickson su Magic Kiwi KZ-7. Le loro prestazioni nella Louis Vuitton Cup furono incredibili: 37 vittorie su 38 regate; nelle finali Louis Vuitton Cup, però, furono battuti 4-1 da Dennis Conner.
Sempre nel 1987 Butterworth vinse l'Admiral's Cup come skipper di Propaganda e, come 'watch captain' di Peter Blake, vinse la Whitbread Around the World Race del 1989-90 su Steinlager II. Nel 1992 ritornò in America's Cup come tattico dello skipper Russell Coutts sul nuovo challenger New Zealand, NZL-14. La finale della Louis Vuitton Cup si corse tra New Zealand NZL-20 [(con tandem keel e timonata da Rod Davis (assistito da David Barnes)] e Il Moro di Venezia ITA-25 con Paul Cayard. In svantaggio per 3 - 1, gli italiani destabilizzarono i kiwi vincendo una protesta sull'uso del bompresso. Michael Fay chiese allora a Coutts e a Butterworth di portare la barca, ma era troppo tardi per ribaltare la situazione e, infatti, Il Moro vinse la Vuitton Cup 1992.
Nel 1995 Butterworth lavora come tattico a fianco dello skipper Peter Blake e del timoniere Russell Coutts. Una combinazione magica che porterà il team prima a vincere la Louis Vuitton Cup e poi l'America's Cup.
"Il mio lavoro è guardare le altre barche mentre regatano", dice Butterworth. "Devo decidere dove dobbiamo trovarci e dove dobbiamo andare, considerando il vento e la posizione dell'avversario".
Sembra facile ma quello del tattico è uno dei ruoli più complessi e determinanti per la vittoria; in molti dicono che Butterworth sia semplicemente il migliore. Nel 1995 su 43 regate, subisce una sola sconfitta! Durante la difesa del 2000, Team New Zealand NZL-60, con Coutts e Butterworth, vince quattro regate di fila. Per l'ultima, decisiva prova, Coutts lascia il timone al suo pupillo Dean Barker che Butterworth guiderà alla vittoria.
Poco tempo dopo, insieme con altri velisti di Team New Zealand, Brad Butterworth e Russell Coutts lasciano il ruolo di defender e accettano di partecipare alla sfida lanciata da Ernesto Bertarelli e dal suo team svizzero Alinghi.
Nel 2003 Butterworth e compagni vincono l'America's Cup per la Svizzera a bordo di SUI-64: Russell Coutts, travolge il defender, Team New Zealand, NZL-82 con un indimenticabile 5 - 0.
All'inizio del 2004 Bertarelli e Coutts entrano in crisi e Coutts lascia il team. Butterworth rimane fuori dalla questione e decide di restare con Alinghi. In questo modo riesce a tenere unito il 'nocciolo' kiwi del team e a preparare una degna difesa. Tra settembre del 2004 e ottobre 2005, Alinghi trionfa in 9 Louis Vuitton Acts.
Mentre al timone si alternano Jochen Schuemann, Ed Baird e Peter Holmberg, Butterworth rimane sempre al posto di tattico. Nominandolo skipper di Alinghi nell'ottobre 2005, Ernesto Bertarelli non fa altro che ufficializzare un ruolo che Brad ricopriva in maniera ufficiosa quando Coutts aveva lasciato.
"Sono felice della posizione e mi sento di poterla portare avanti, specialmente con il gruppo eccezionale che abbiamo", disse Butterworth. Un modo elegante per affermare la sua determinazione a vincere l'America's Cup… per la quarta volta consecutiva.