CARTOLINE DALLA SARDEGNA
Per i team, gli organizzatori e gli spettatori, è stato un arrivederci commosso, con la speranza condivisa di vedere di nuovo l’America’s Cup in questa splendida isola che ha accompagnato la manifestazione con l’affetto di una famiglia.

Non ci sono parole per esprimere la gratitudine verso i cittadini di Cagliari, che hanno accolto la regata con l’entusiasmo e il calore umano che contraddistingue la gente a queste latitudini. Un profondo debito di gratitudine ci lega all’esercito di volontari che hanno impiegato il loro tempo prezioso per contribuire alla riuscita della Regata Preliminare più memorabile della storia recente dell’America’s Cup.

La Sardegna ha raggiunto la perfezione.
Correre in campi di regata caratterizzati da venti mutevoli e onda formata è un nirvana per le discipline veliche. Tre giorni di gare di altissima qualità, che hanno impegnato gli atleti più formidabili di questo sport, hanno mostrato al mondo quanto sia totalizzante la competizione in cui vige il motto ‘There is no Second’.
Lo spettacolo nelle acque di Cagliari è stato condito dalla presenza di un’armata di imbarcazioni di tutti i tipi con a bordo una vasta platea di spettatori, capitanate dal panfilo di 325 piedi ‘Christina O’.

Il team di casa, Luna rossa, ha lanciato un forte messaggio destinato ad avere un impatto anche nel futuro. I due equipaggi azzurri sono stati in testa per tutta la competizione portandosi a casa la vittoria della Regata Preliminare e il titolo dedicato alla squadra Women & Youth, con le due magnifiche sculture di Roberto Ziranu da aggiungere alla loro bacheca di trofei.
Il team italiano ha gareggiato al cospetto di frotte di fans in adorazione accorsi per toccare con mano lo stile e la magia della campagna di Luna rossa. La loro vittoria è stata una ricompensa per i tifosi e un punto di partenza non trascurabile per la ‘Road to Naples’ verso il 2027.

Anche fuori dall’acqua la febbre per l’America’s Cup ha contagiato tutta la città di Cagliari con la FanZone al Lazzaretto gremita di gente e il Race Village brulicante di entusiasmo. Lo shop con il merchandise ufficiale ha registrato code per tutta la durata dell’evento, successo anche per le attività promozionali degli sponsor e i punti di ristoro che hanno totalizzato una massiccia presenza di visitatori.

I momenti spettacolari dedicati al pubblico, come il dock-out e lo show post regata hanno attirato folle mai viste prima nelle competizioni veliche, paragonabili solo ai più grandi eventi sportivi internazionali. Ogni punto di osservazione disponibile è stato preso d’assalto per vedere dal vivo gli eroi della vela e vivere l’azione da vicino.
L’entusiasmo dei tantissimi spettatori accorsi in massa per celebrare i campioni in gara, con la colonna sonora dei team a tutto volume– Fat Boy Slim, AC/DC, Vasco Rossi, The Script, Dave Dobbyn e Woodkid – ad accompagnare le imbarcazioni che lasciavano la banchina per raggiungere il campo di gara, è stato uno spettacolo indimenticabile.

Lo stesso vale per la Cerimonia di Apertura. Il gruppo di oltre 300 performer in rappresentanza della variegata tradizione folkloristica sarda ha incantato il pubblico guidando la parata di team e autorità fino al Race Village per il taglio del nastro.
La scelta di inaugurare la competizione sportiva con un momento di profondo significato culturale – con l’emozionante esibizione del tenore Demuro e dell’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari – ha testimoniato l’importanza di questo evento per il territorio sardo. La prima volta che una regata di America’s Cup si disputava nelle acque turchesi del Golfo degli Angeli, un paradiso per le regate veliche.

Il trofeo dell’America’s Cup – acquistato nel 1848 dal Marchese di Anglesey a Londra dai Gioiellieri della Corona R&M Garrard – è stato esposto per tutta la durata dell’evento sotto la sorveglianza di addetti alla sicurezza in guanti bianchi. Accanto alla ‘Auld Mug’, la Louis Vuitton Cup da assegnare al Challenger che si guadagnerà il titolo prima di sfidare il Defender Emirates Team New Zealand a Napoli a Luglio 2027. I due simboli della magnificenza sportiva sembravano perfettamente a casa sul suolo sardo.

La rotta verso la prossima America’s Cup si fa sempre più breve. In Sardegna si respirava la tensione palpabile per il destino imminente a cui vanno incontro i team in gara, fattore che ha contribuito ad accendere maggiormente lo spirito competitivo. È ormai chiaro per tutti quanto sia alta l’asticella per raggiungere il traguardo. Gli straordinari tifosi italiani hanno molto da aspettarsi per il prossimo anno.

In Sardegna sono stati fissati nuovi standard per l’organizzazione e la gestione di una regata. Ora l’America’s Cup si sposta a Napoli, dove la seconda Regata Preliminare è in programma dal 24 al 27 settembre 2026. Anche lì si riaccenderanno le vecchie rivalità e si delineeranno nuovi schieramenti. La magia dell’America’s Cup è in Italia, e si sta rivelando qualcosa di spettacolare.
Grazie Sardegna. Grazie Cagliari.
Non vediamo l’ora di tornare.