• Media ID-26437

    SEDE OSPITANTE: NAPOLI 2027

    Per la prima volta in assoluto la Louis Vuitton Cup e il Louis Vuitton America’s Cup Match si disputeranno in Italia, un Paese con una delle storie più ricche e appassionate dell’America’s Cup. Nel 2027 il mondo guarderà all’Italia e in particolare a Napoli, capoluogo della Campania, Patrimonio dell’Umanità UNESCO e una delle città più antiche d’Europa, che diventerà la Città Ospitante del più antico trofeo sportivo internazionale del mondo. Napoli è stata inoltre nominata Capitale Europea dello Sport 2026, un riconoscimento dello straordinario impegno della città nello sport come motore di coesione sociale e integrazione—cause che l'America's Cup è orgogliosa di sostenere attraverso le attività dell’evento nel 2026 e nel 2027.

    Napoli ha già ospitato l’America’s Cup nel 2012 e nel 2013, in avvicinamento alla 34ª America’s Cup, con due tappe delle America’s Cup World Series in cui, secondo le stime degli organizzatori locali, più di un milione di persone seguì le regate dal lungomare di Napoli nell’arco delle due settimane di eventi.

  • Media ID-26401

    IL CAMPO DI REGATA
    IL GOLFO DI NAPOLI

    Il Golfo di Napoli ospiterà la Louis Vuitton 38ª America’s Cup. Una sede che, dal punto di vista velico, sfiora la perfezione. Con il Vesuvio come scenografico sfondo e le isole di Capri e Ischia a incorniciare l’orizzonte, il contesto è tanto iconico quanto impegnativo. Il campo di regata vicino a riva offrirà ai tifosi la rara occasione di vedere gli AC75 a tutta velocità a pochi metri dal lungomare. Le condizioni locali promettono brezze marine costanti incanalate nel golfo, unite a rotazioni tattiche e occasionali venti termici, garantendo un campo dinamico che metterà alla prova gli equipaggi fino al limite regalando al pubblico spettacolo indimenticabile.

  • Media ID-26320

    IL RACE VILLAGE
    VIALE FRANCESCO CARACCIOLO

    Il Race Village dell’America’s Cup sarà allestito lungo l’ampio lungomare del centro di Napoli, a dimostrazione di quanto grande si preannunci la Louis Vuitton 38ª America’s Cup: gli organizzatori si attendono un coinvolgimento del pubblico mai visto nei 175 anni di storia della competizione.

    Lo splendido nastro d’asfalto che si snoda lungo il mare, il Viale Francesco Caracciolo, sarà trasformato nel Race Village per eccellenza, sfruttando tutti i promontori e le caratteristiche uniche della zona per creare tribune naturali e ospitando il Main Stage ufficiale per le presentazioni dei velisti e del trofeo.

  • Media ID-26325

    BAGNOLI
    BASI DEI TEAM E AC Tech FanZone

    Bagnoli, il quartiere costiero occidentale di Napoli, è destinato a una trasformazione notevole che convertirà questa ex area industriale nell’epicentro dell’azione della Louis Vuitton 38ª America’s Cup: qui sorgeranno strutture tecniche di livello mondiale per i team e per gli AC75, una marina per superyacht e una base dedicata a Women & Youth da cui far scendere in acqua gli AC40.

    L’area ospiterà anche una AC Tech FanZone con spazi interattivi, maxischermi per seguire le regate e gli show di avvicinamento all’evento, oltre a un’ampia offerta gastronomica e commerciale.

Storia
Sedi precedenti

  • Media ID-26494
    COWES, ISLE OF WIGHT, GBR
    1851

    Il 22 agosto 1851 una flotta di 15 yacht partì da Cowes per una regata in senso orario attorno all’Isola di Wight, al largo della costa meridionale della Gran Bretagna. Sette golette e otto cutter si contesero le 55 miglia della ‘R.Y.S. £100 Challenge Cup’ e la ‘straniera’ America, timonata da Old Dick Brown e con a bordo il commodoro del New York Yacht Club John Cox Stevens, vinse battendo il meglio della flotta britannica. Riportata a New York, nel 1857 gli armatori donarono la Coppa al NYYC con un rigoroso Deed of Gift, parti del quale sopravvivono ancora oggi: era nata l’‘America’s Cup’.

    Media ID-26494
  • Media ID-26487
    NEW YORK, NY, USA
    1870–1920

    Dal 1870 al 1920 New York fu la sede di ben 13 difese dell’America’s Cup da parte del New York Yacht Club.

    I percorsi variavano fra tracciati in porto e tracciati oceanici, con il club a stabilire il percorso specifico in base alle condizioni. Molti dei percorsi oceanici prevedevano il celebre battello faro di Sandy Hook, al largo del New Jersey, mentre molti sfidanti, in particolare il primo di tutti, James Lloyd Ashbury, lamentarono la complessità del percorso e il peso della conoscenza locale.

    La Coppa restò nelle mani del New York Yacht Club per 132 anni.

    Media ID-26487
  • Media ID-26485

    NEWPORT, RI, USA

    1930–1983

    NEWPORT, RI, USA
    1930–1983

    Dal 1930 al 1983 Newport, Rhode Island, fu la sede dell’America’s Cup: il New York Yacht Club riteneva che le acque riparate e i venti favorevoli della Narragansett Bay fossero ideali per le regate a vela. Con la vicinanza all’oceano aperto dell’Atlantico, e con barche sempre più grandi nel periodo prebellico, Newport era perfetta. Dalla prima difesa a Newport nel 1930 fino alla terza del 1938 si usò la Classe J e fu l’epoca d’oro dell’America’s Cup. Dopo la guerra il NYYC introdusse la classe 12 Metri e difese con successo altre otto volte, prima della celebre sconfitta del 1983 che diede inizio all’era moderna dell’America’s Cup.

    Media ID-26485
  • Media ID-26486
    FREMANTLE, PERTH, WA, AUSTRALIA
    1987

    Fremantle, o Freo come la chiamano affettuosamente i velisti, fu la sede della più straordinaria delle America’s Cup, quella del 1987: le onde enormi di Gage Roads sollevate dal 'Fremantle Doctor' produssero alcune delle fotografie e delle riprese televisive più iconiche mai viste nella vela. Gli australiani non riuscirono a difendere la Coppa contro lo sconfitto del 1983, Dennis Conner, che portò Stars ‘n’ Stripes ‘87 (US 55) a una celebre vittoria-riscatto, travolgendo Kookaburra III nel Match per 4-0 e riportando l’America’s Cup al suo club di casa: il San Diego Yacht Club.

    Media ID-26486
  • Media ID-26492
    SAN DIEGO, CA, USA
    1988–1995

    Dal 1988 al 1995 San Diego, in California, ospitò l’America’s Cup nel suo passaggio all’era moderna. Nel 1988 andò in scena il Match del Deed of Gift del ‘gatto contro cane’, con la Nuova Zelanda a sfidare con un gigantesco monoscafo di 90 piedi e, dopo un lungo contenzioso legale, a regatare contro Dennis Conner su un catamarano nettamente superiore, che vinse agevolmente. Quattro anni dopo il miliardario Bill Koch portò la super-tecnologia nell’America’s Cup e vinse con America3 in modo dominante. Nel 1995, però, Dennis Conner era di nuovo al timone con Paul Cayard e gli americani persero contro la nuova forza del mondo della Coppa: i neozelandesi, guidati da Sir Peter Blake, con il leggendario skipper Russell Coutts a vincere per la prima volta e a portare la Coppa al Royal New Zealand Yacht Squadron.

    Media ID-26492
  • Media ID-26493

    AUCKLAND, NZL

    00, 03, 21

    AUCKLAND, NZL
    00, 03, 21

    Il Golfo di Hauraki, al largo di Auckland, in Nuova Zelanda, fu la sede delle due America’s Cup successive, con il Royal New Zealand Yacht Squadron e Team New Zealand a ospitare in quanto detentori. La prima difesa, nel 2000, con una vittoria per 5-0 su Luna Rossa, fu la prima volta in assoluto che l'America's Cup veniva difesa fuori dall’America. Ma nel 2003 gli svizzeri piombarono sull’imbattibile equipaggio kiwi, lo ingaggiarono e batterono Team New Zealand vincendo l’America’s Cup al primo tentativo. Fu una delle edizioni più controverse della storia. Vinse la Svizzera, Paese senza sbocco sul mare, e la Société Nautique de Genève divenne la nuova detentrice della Auld Mug. Ai neozelandesi servirono 14 anni per riconquistare l'America's Cup, che riportarono trionfalmente ad Auckland per la difesa della 36ª America's Cup nel 2021, battendo Luna Rossa in una riedizione del Match del 2000.

    Media ID-26493
  • Media ID-26490

    VALENCIA, ESP

    2007–2010

    VALENCIA, ESP
    2007–2010

    Valencia, sulla costa meridionale della Spagna, fu scelta dal sindacato svizzero Alinghi come sede della sua prima difesa nel 2007 e, con una squadra fortissima, batté la rinata Emirates Team New Zealand in una finale emozionante. Fu una delle America’s Cup più grandi della storia, con 11 sfidanti e diversi eventi di avvicinamento (gli ‘Acts’, come venivano chiamati) disputati in varie sedi europee fra cui Svezia, Francia, Italia e Spagna. Dopo il 2007, però, l’America’s Cup tornò davanti alla Corte suprema di New York, con il miliardario Larry Ellison a contestare la validità del club sfidante Challenger of Record. Il risultato fu un Match del Deed of Gift al meglio delle tre regate, nel febbraio 2010, fra il gigantesco trimarano americano e il catamarano svizzero. Vinsero gli americani per 2-0, sotto il guidone del Golden Gate Yacht Club di San Francisco, riportando la Coppa negli Stati Uniti.

    Media ID-26490
  • Media ID-26489
    SAN FRANCISCO, CA, USA
    2013

    Per il 2013 fu introdotta nell’America’s Cup una nuova classe di catamarani ad alta velocità, gli AC72, con giganteschi profili alari rigidi al posto della randa, per regatare nella baia di San Francisco. San Francisco fu una vera prova sia per le barche sia per i velisti. Dopo che Emirates Team New Zealand aveva introdotto il volo sui foil nell'America's Cup grazie a un’interpretazione innovativa della regola di classe, furono alla fine gli americani a difendere con successo per il Golden Gate Yacht Club, in una delle rimonte sportive più drammatiche di sempre. Sotto 8-1 e a match point, gli americani, con Jimmy Spithill e poi Ben Ainslie nell’afterguard, si riportarono dentro una sfida che i neozelandesi avevano ormai in pugno. Per la prima volta nella storia della Coppa vedemmo gli yacht volare sull’acqua e da quel 2013 non si è più tornati indietro.

    Media ID-26489
  • Media ID-26491
    BERMUDA, BOT
    2017

    Per la difesa successiva il Golden Gate Yacht Club scelse il Great Sound delle Bermuda come sede della regata del 2017. Si trovarono di fronte l’innovazione di Emirates Team New Zealand, che aveva capito come la potenza delle gambe fosse più efficace di quella delle braccia per azionare i winch a bordo dei catamarani volanti. Il 7-1 finale del Match a favore dei neozelandesi riportò l’America’s Cup al Royal New Zealand Yacht Squadron e il suo ritorno ad Auckland nel 2021, per un’edizione condizionata dal Covid, è stata per ora l’ultima volta della Coppa in Nuova Zelanda.

    Media ID-26491
  • Media ID-26488
    BARCELONA, ESP
    2024

    Con il desiderio di continuare a far crescere l’America’s Cup, il Royal New Zealand Yacht Squadron scelse una delle città più iconiche al mondo, Barcellona, per la regata del 2024, puntando su un fuso orario migliore per il pubblico globale e portando l’evento nel vivace Mediterraneo. Fu nel complesso un grande successo per Barcellona e per l'America's Cup, oltre che per i neozelandesi: Emirates Team New Zealand batté INEOS Britannia – la prima volta che la Gran Bretagna arrivava al Match dal 1964 – per 7-2, vincendo l’America’s Cup per la terza volta consecutiva.

    Media ID-26488
  • Media ID-26495
    NAPLES, ITA
    2027

    Per la prima volta in assoluto l’America’s Cup si disputerà in Italia, un Paese con una delle storie più ricche e appassionate della competizione. La lotta per la Louis Vuitton 38ª America’s Cup si svolgerà sotto l’ombra vigile del Vesuvio, appena al largo del lungomare di una città vibrante. Nella primavera e nell’estate del 2027 il mondo guarderà all’Italia come Paese ospitante della competizione per il più antico trofeo sportivo internazionale.

    Media ID-26495